Concetto ribadito da Benedetto XVI nell'omelia. Clebrazione imperniata su simbologia di luce, acqua e fuoco
23 aprile, 23:03

CITTA' DEL VATICANO - "La Chiesa non è una qualsiasi associazione che si occupa dei bisogni religiosi degli uomini": essa mette "l'uomo in contatto con Dio". Lo ha detto il Papa nell'omelia della veglia pasquale a S.Pietro. La Chiesa, ha sottolineato Benedetto XVI, non ha "lo scopo limitato" di un'associazione con finalità religiose. "No, essa porta l'uomo in contatto con Dio e quindi con il principio di ogni cosa". "La vita nella fede della Chiesa - ha rimarcato il Papa - non abbraccia soltanto un ambito di sensazioni e di sentimenti e forse di obblighi morali. Essa abbraccia l'uomo nella sua interezza, dalle sue origini e nella prospettiva dell'eternità. Solo perché la creazione appartiene a Dio, noi possiamo far affidamento su di Lui fino in fondo".
L'UOMO NON E' IL PRODOTTO CASUALE DELL'EVOLUZIONE - L'uomo non è il prodotto causale dell'evoluzione. Su questo concetto ha insistito il Papa nell'omelia durante la veglia pasquale a San Pietro. "Non è così - ha detto Benedetto XVI all'interno di una riflessione sulla creazione - che nell'universo in espansione, alla fine, in un piccolo angolo qualsiasi del cosmo si formò per caso anche una qualche specie di essere vivente, capace di ragionare e di tentare di trovare nella creazione una ragione o di portarla in essa. Se l'uomo fosse soltanto un tale prodotto casuale dell'evoluzione in qualche posto al margine dell'universo - ha sottolineato - allora la sua vita sarebbe priva di senso o addirittura un disturbo della natura. Invece no: la Ragione è all'inizio, la Ragione creatrice, divina".
SE SI OMETTE CREAZIONE SI FRAINTENDE STORIA DIO E UOMO - "Omettere la creazione significherebbe fraintendere la stessa storia di Dio con gli uomini". E' uno dei passaggi dell'omelia pronunciata stasera dal Papa durante la veglia pasquale a San Pietro. "Il principio di tutte le cose - ha aggiunto più oltre - è la Ragione creatrice, è l'amore, è la libertà ". Nell'omelia il Pontefice ha sviluppato la sua riflessione attorno al brano della Genesi sulla creazione, un racconto, ha detto il Papa, che "é una profezia". Quindi ha posto una domanda: "E' veramente importante nella Veglia Pasquale parlare anche della creazione? Non si potrebbe cominciare con gli avvenimenti in cui Dio chiama l'uomo, si forma un popolo e crea la sua storia con gli uomini sulla terra? La risposta deve essere: no. Omettere la creazione significherebbe fraintendere la stessa storia di Dio con gli uomini, sminuirla". "Il principio di tutte le cose - ha aggiunto - è la Ragione creatrice, è l'amore, è la libertà ".
fonte:http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2011/04/23/visualizza_new.html_897878183.html